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Documento didattico

DIMENSIONE ORIENTANTE DEL CURRICOLO

Prospettiva orientante del curricolo e moduli formativi

Descrizione

COMPETENZE E FUNZIONE ORIENTANTE DELLA SCUOLA

“La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la partecipazione sociale e che saranno oggetto di certificazione”.[1]

La scuola del primo ciclo pone in evidenza la necessità di guardare al processo di insegnamento – apprendimento secondo un’ottica nuova. Da un compito più legato alla trasmissione di conoscenze, siamo passati ad un ruolo di costruzione di competenze.“La competenza si presenta pertanto come un costrutto sintetico, nel quale confluiscono diversi contenuti di apprendimento – formale, non formale ed informale – insieme a una varietà di fattori individuali che attribuiscono alla competenza un carattere squisitamente personale”[2]. La competenza indica ciò che effettivamente si è in grado di fare, pensare, agire di fronte ai problemi da affrontare e risolvere,e mette in luce i processi di elaborazione di ciascuno. Quindi le competenze, per essere tali, si devono servire delle conoscenze acquisite, le applicano, le modellano a seconda delle richieste concrete: permettono di far conoscere come ciascuno in modo personale le utilizza e consente di sviluppare il senso di consapevolezza dei propri processi di conoscenza.

L’introduzione della competenze nel mondo della scuola è dettato da più motivi. In primo luogo il trovarsi spesso di fronte, nell’attuale contesto sociale, alla necessità di dover riorganizzare le proprie conoscenze o di reinventarsi un lavoro. I ritmi convulsi portano nel giro di pochi anni a render “consumati” saperi dichiarativi e procedurali. Pertanto la scuola è chiamata a sviluppare non singole tecniche o singole competenze, ma“[…] formare saldamente ogni persona ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze che comunicano contenuti invarianti, non sono più adeguate”.[3]È quindi fondamentale che gli studenti sappiano impiegare le loro conoscenze e abilità in situazione problematiche reali,trasferendo  e contestualizzando  i saperi culturali in situazioni concrete differenti. Il processo di crescita e di maturazione della persona, al cui interno i singoli apprendimenti e processi trovano collocazione e senso, scorge inoltre come fulcro lo sviluppo delle competenze trasversali:“la scuola deve porsi quale compito la preparazione dei giovani alle scelte e lo sviluppo di una cultura del cambiamento; l’orientamento è quindi parte integrante del processo educativo, nella misura in cui si pone l’obiettivo di potenziare le capacità decisionali e di scelta degli individui, favorendo la strutturazione della personalità globale dell’allievo.” [4]

Risulta efficace, in forza di un’ottica orientante propria della scuola, proporre percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni degli studenti, nella prospettiva di valorizzare aspetti peculiari della personalità di ognuno:  approdare alla conoscenza attraverso l’attivazione, in ogni singolo alunno, delle risorse che ciascuna intelligenza possiede ed è in grado di affinare quali. Non a caso nel documento introduttivo per il biennio[5]si parla di acquisizione di competenze di cittadinanza volti a sviluppare la percezione, l’intuizione,la valutazione,  le capacità di anticipazione, generalizzazioni, di esprimere giudizi personali, di operare con pensiero critico.

 

Un altro scenario di riferimento di cui tener conto nella definizione del curricolo di scuola è senz’altro quello tracciato dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) con l’individuazione delle “life skills”. Secondo la definizione della WHO (divisione disalute mentale) le life skills sono “abilità, capacità che ci permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana”.[6] Descritti in tal modo le life skills sono innumerevoli, ma è stato individuato un gruppo fondamentale di skills che deve rappresentare il perno  delle iniziative sulla promozione della salute e del benessere di bambini ed adolescenti:

  • capacità di prendere decisioni: capacità di decidere  in modo attivo e costruttivo, valutando le possibili alternative e le conseguenze di tali azioni;
  • capacità di risolvere i problemi: capacità di affrontare e risolvere in modo costruttivo i problemi della vita quotidiana;
  • pensiero creativo: capacità di trovare soluzioni originali rispondendo in maniera adatta e flessibile alle situazioni della vita quotidiana;
  • pensiero critico: capacità di analizzare obiettivamente le informazioni e le situazioni valutando criticamente i diversi fattori di influenza;
  • comunicazione efficace: capacità di esprimersi in modo appropriato alla situazione e all’interlocutore sia a livello verbale sia a livello non verbale;
  • capacità di relazioni interpersonali: capacità di avere e di mantenere relazioni positive in ambito familiare ed extra-familiare per ricevere sostegno e conforto emotivo;
  • autoconsapevolezza: capacità di conoscere se stessi, il proprio carattere , i propri punti di forza e di debolezza,  i propri desideri e le proprie insofferenze;
  • empatia: capacità di sentire e comprendere la vita di un’altra persona, le sue esigenze, i suoi sentimenti;
  • gestione delle emozioni: capacità di riconoscere le proprie e le altrui emozioni, rispondendo ad esse in modo idoneo, avendo la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino il comportamento;
  • gestione dello stress: capacità di individuare gli stati di tensione e di rendersi conto degli effetti che tali stati producono per imparare a regolarli.

Acquisire tali competenze può avere effetti positivi sul piano della salute, prevenendo i danni che possono essere causati dalle droghe, dal fumo, dall’alcol, trovando soluzioni al problema del bullismo, al problema, a volte, della violenza e dell’incomunicabilità tra docente e studente. Dal momento chel’insegnamento delle life skills può contribuire all’instaurarsi di un comportamento sano, di relazioni interpersonali positive e al raggiungimento del benessere mentale, tale insegnamento deve essere attuato in giovane età, prima che si vengano ad instaurarsi modelli comportamentali negativi. Si tratta di comprendere i problemi e i bisogni dei bambini e degli adolescenti per porsi nei loro confronti in modo più appropriato ed efficace.

 L’educazione alle life skills mira fondamentalmente a promuovere il benessere psicologico, ad accrescere e incoraggiare l’autonomia,a sviluppare lacompetenza di saper far fronte alle varie difficoltà della vita, rafforzando nei ragazzi le capacità individuali  di assunzione di responsabilità delle proprie azioni. Ecco perché l’inserimento delle life skills nel curricolo della scuola è di grande aiuto perché si agisce su tutte quelle aree (cognitiva, emotivo-affettiva, relazionale) che stanno alla base di un approccio educativo completo e positivo, che possono promuovere lo sviluppo personale e sociale degli studenti.

Gli itinerari e i progetti di life skills propongono, nella scuola dell’ autonomia, una metodologia  basata sull’apprendimento attraverso la partecipazione, su lezioni interattive e fondate sull’esperienza concreta, sul lavoro di gruppo,  su un apprendimento, non passivo ma  attivo che coinvolge insegnante e allievi in un processo dinamico: questo modo  consente di potenziare la dimensione sociale dell’ apprendimento e di veicolare, con maggior efficacia, l’insegnamento delle competenze necessarie a formare o a potenziare le strategie cognitive, comunicative, relazionali, indispensabili per il raggiungimento del successo formativo da parte di ogni studente. L’impianto metodologico che ne deriva risulta essere trasversale alle varie azioni previste dall’Offerta Formativa.

 

[1]Indicazioni nazionali per il curricolo

[2] Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo

[3]Indicazioni nazionali per il curricolo

[4]PIGI 2012/2015

[5] Documento introduttivo al biennio della scuola secondaria pag.30

[6]OMS life skillseducation – divisione di salute mentale – Ginevra 1994

Contenuti correlati

Di seguito viene pubblicata l'articolazione dei moduli formativi previsti per la scuola secondaria con valenza orientativa:

attività orientamento classi 1^.pdf 

attiività orientamneto classi 2^.pdf 

attività orientamento classi 3^.pdf